«Mi devono tutto». Cosa c’è di sbagliato in questa convinzione?

image

«Mi devono tutto» è una trappola in cui cadono molti, convinti che il mondo ruoti attorno a loro.

Chi si trova in questa posizione spesso si aspetta che gli altri siano sempre d’accordo con lui e che esaudiscano ogni sua richiesta.

Tali persone tendono a non tenere conto delle opinioni e dei bisogni altrui, ritenendo che i propri desideri e necessità siano prioritari.

ok
Gli amici devono sempre aiutarmi
ok
Il mio partner deve sostenermi sempre e in tutto
ok
Mia madre deve stare con i miei figli
ok
Tutto deve andare come dico io
ok
Nessuno deve dirmi di no
ok
Il mondo deve essere giusto con me

Più contenuti nel nostro applicazione

Vedi solo una parte del contenuto, nell'app troverai molti articoli interattivi. Anche testi psicologici con monitoraggio dello stato, diario, diario dei pensieri automatici e molto altro!

banner_image

Se ha notato questo tipo di pensiero in se stesso, è probabile che Lei ritenga di meritare successo, amore e felicità per il solo fatto di essere nato.

image

Non possiamo controllare il vento, ma possiamo orientare le vele.

Dolly Parton

Lei si aspetta che l’universo e le persone intorno a Lei debbano esaudire i Suoi desideri perché Lei è una persona buona e gentile, o perché lavora duramente.

Ma quando ciò non accade — e succede spesso — si trova di fronte a una scelta: sprofondare nella tristezza e nel senso di inadeguatezza, oppure esplodere di rabbia. Chi vive con la convinzione che tutti gli debbano tutto incontra spesso seri problemi.

E, prima di tutto, subentra la frustrazione: se Le viene detto di no, se non capiscono che devono risolvere i Suoi problemi o se le Sue aspettative non vengono soddisfatte, La attendono inevitabilmente frustrazione, risentimento, rabbia e l’incomprensione di come sia possibile trattare così una persona così speciale.

Si consuma un’enorme quantità di energia in emozioni negative, vedendo il mondo sotto una luce cupa. Il Suo atteggiamento esigente verso la vita Le impedisce di provare piacere e gioia, poiché non accetta il mondo per quello che è, vivendo sempre con il peso di continui rimproveri su come esso sia strutturato.

Chiara è un esempio lampante di persona con la mentalità del «mi devono tutto». Si aspetta che gli amici siano sempre disponibili, pronti a lasciare tutto per correre in suo aiuto, risolvendo ogni suo problema e soddisfacendo ogni sua richiesta.

Ad esempio, potrebbe telefonare alle 3 di notte, pretendendo che un’amica arrivi immediatamente per sostenerla dopo un litigio con il fidanzato.

Oppure, senza preavviso, potrebbe chiedere aiuto per un trasloco, anche se l’amica ha già programmato un incontro importante per quel giorno. Quando gli amici non possono aiutarla, Chiara si offende e si sente abbandonata, inutile.

Questa è una posizione pericolosa che può portare all’isolamento, a tensioni relazionali o addirittura alla rottura dei rapporti.

Amici e cari iniziano a evitare incontri o conversazioni, per timore di una nuova pretesa, di un’offesa o di un litigio. Perché nessuno vuole sentirsi costantemente in debito o dover sottostare ai capricci altrui.

ok
I genitori viziano il bambino, permettendogli di fare tutto ciò che gli passa per la testa.

In questo caso, nel bambino si sviluppa una parte narcisistica della personalità con un senso eccessivo della propria importanza.

Esempio: la piccola Anna riceveva sempre tutto ciò che voleva. I suoi genitori pensavano che meritasse il meglio e non le negavano nulla. Anna si è abituata a pensare che il mondo ruotasse attorno a lei e non capiva perché a scuola gli insegnanti non le dedicassero tutta la loro attenzione e i compagni non tenessero conto del suo parere.

ok
I genitori stessi vivono secondo il principio del «mi devono tutto».
image

Nessuno Le deve nulla. Tutto ciò che riceve nella vita è un dono.

Osho

Il bambino ripete lo schema dei genitori, interiorizzando questo modo di pensare.

Esempio: i genitori di Vanya si lamentavano costantemente della vita, convinti di meritare stipendi più alti, di non essere apprezzati e che i loro diritti venissero continuamente calpestati. Vanya è cresciuto in un clima di insoddisfazione e nell’attesa che il mondo gli dovesse qualcosa.

I genitori non tenevano conto delle opinioni del bambino, ignorando i suoi interessi e i suoi desideri.

Il bambino prova rabbia verso i genitori, ma non riesce a esprimerla apertamente. Per questo la riversa sulle persone intorno a sé, convinto che gli altri debbano compatirlo e compensare ciò che gli è mancato durante l’infanzia.

Esempio: Anna ha sempre sognato di diventare un’artista, ma i suoi genitori l’hanno spinta a studiare giurisprudenza, ritenendo che fosse una professione più prestigiosa. Anna ha assecondato la loro volontà, ma il suo cuore è sempre stato rivolto alla creatività.

Si sentiva risentita verso i genitori perché non le avevano permesso di realizzare il proprio sogno, e in seguito ha proiettato questo risentimento su chiunque incontrasse, convinta che gli altri avessero il dovere di aiutarla a trovare la felicità.

Il bambino veniva spinto a compiacere i genitori per ottenere il loro amore. È cresciuto con la convinzione che l’amore debba essere meritato.

Esempio: Sergio ha sempre cercato di soddisfare ogni bisogno dei suoi genitori, temendo che non lo avrebbero amato se avesse sbagliato qualcosa. È cresciuto con un senso di insicurezza e ha cercato costantemente di dimostrare il proprio valore, convinto che gli altri debbano dargli ciò che ritiene di aver meritato.

ok
Frustrazione e insoddisfazione: l’aspettativa che gli altri debbano soddisfare ogni Suo bisogno può portare a una costante frustrazione e a un senso di insoddisfazione, dovuti al divario tra le aspettative e la realtà
ok
Tensioni relazionali: la convinzione che il mondo debba adattarsi a Lei può causare tensioni e conflitti nelle relazioni, poiché genera spesso malcontento e divergenze
ok
Perdita di indipendenza: l’attesa costante che siano gli altri a farsi carico di ogni responsabilità ostacola lo sviluppo dell’autonomia e della crescita personale, rendendo la persona dipendente
ok
Impatto negativo sull’autostima: affidandosi agli altri per soddisfare i propri bisogni, non si sviluppa una solida autostima, il che può portare a emozioni negative e a un senso di inadeguatezza
ok
Mancanza di reciprocità: concentrandosi solo su se stessi, si perde l’opportunità di essere empatici e di aiutare gli altri, il che può impedire lo sviluppo di relazioni di qualità e di un sostegno sociale
image

Non aspettarti che il mondo ruoti attorno a te. In questo mondo c’è posto anche per gli altri

Aristotele

Leggialtri articoli