Potrebbe sembrare una domanda assurda. Come si può scegliere l’infelicità? In fondo, tutti desideriamo essere felici, ma a volte tendiamo a scaricare la responsabilità della nostra felicità sulle circostanze, sulle altre persone, sul destino o sui problemi.
Se ha notato in sé i seguenti pensieri:
Ciò significa che si trova in trappola in una convinzione secondo cui la gioia e la sicurezza in se stessi dipendono da fattori esterni.
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Questo La pone in una posizione vulnerabile, poiché il mondo esterno è fuori dal Suo controllo e il Suo umore diventa ostaggio delle circostanze esterne.
Non è felice chi ha tutto il meglio, ma chi trae il meglio da ciò che ha.
Confucio
Queste convinzioni sembrano suggerire che, per essere felici, si debba disporre di ogni cosa desiderata e di condizioni ideali, protetti da ogni sventura; altrimenti, la vita diventerebbe insopportabile e non si potrebbe mai essere felici.
Esse si basano sull’idea errata che la felicità dipenda esclusivamente da fattori esterni e dall’assenza di problemi.
L’attaccamento a tale convinzione La rende vulnerabile all’insoddisfazione e alla disperazione quando la vita non soddisfa le Sue elevate aspettative.
La vera felicità non dipende solo dai beni materiali o da una vita senza preoccupazioni. Essa scaturisce dalla nostra capacità di adattarci, di trovare la gioia nelle piccole cose e di mostrare resilienza di fronte alle avversità.
La soddisfazione di vita dipende per circa il 50% dai tratti della personalità. Esistono persone che sono costantemente insoddisfatte.
La soddisfazione di vita dipende solo per il 10–15% dalle circostanze esterne e per il 35–40% dalle nostre decisioni e scelte. Per questo, un compito fondamentale dell’essere umano è imparare a essere felice.
Le moderne ricerche psicologiche dimostrano che la fonte della felicità non risiede tanto nei fattori esterni, quanto dentro di noi. Le alte aspettative possono influenzare negativamente la nostra felicità.
Le persone con elevate aspettative spesso tendono al perfezionismo e avvertono costantemente la pressione derivante dalla necessità di raggiungere standard elevatissimi.
Sebbene le alte aspettative possano motivarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, se diventano eccessive e irrealistiche, possono portare a stress, ansia e infelicità. Aspettarsi costantemente di più rispetto alla realtà genera frustrazione e una percezione negativa della vita.
Se non sei grato per ciò che hai già, ti sembrerà di essere più felice solo se avessi molto di più.
Roy Bennett
Il paradosso della felicità: meno aspettative, più gioia.
Le ricerche indicano che meno ci aspettiamo dalla vita e meno cerchiamo la perfezione, maggiore è la probabilità che saremo felici. Ciò è spiegato da diversi fattori:
È importante rispondersi onestamente a una domanda: si sente il protagonista della Sua vita o una vittima delle circostanze? Gestisce gli eventi della Sua vita o questi accadono senza il Suo intervento?
Rifletta sulle seguenti differenze:
Chi è autore della propria vita si assume la responsabilità delle proprie azioni e comprende di essere il creatore di ogni esperienza.
La vita è fatta di decisioni, e tutto ciò che abbiamo o non abbiamo è il risultato delle nostre scelte.
L’autore pensa in prima persona: «io sono pronto», «io ho fatto», «io pianifico», «io voglio», «io posso», «io ho deciso» (sceglie autonomamente la direzione della propria vita).
La vittima occupa la posizione esattamente opposta. Una persona così crede che tutto le accada contro la sua volontà.
Le espressioni tipiche della vittima sono: «devo farlo», «sono costretto», «è un mio dovere», «è andata così», «è colpa loro» (agisce sotto l’influenza delle circostanze o di altre persone).
Purtroppo, la società trae vantaggio dal formare persone che si sentono vittime, poiché sono più facili da manipolare. Per questo motivo, molte persone si abituano a questo ruolo, ricevendo un’istruzione e un’educazione basate su modelli classici.
Ma ci sono buone notizie: essere una vittima è solo un’abitudine mentale, una convinzione irrazionale che può essere cambiata.
Esempi reali dimostrano che cambiare la nostra percezione del mondo può portare a cambiamenti positivi nella vita e aumentare il senso di appagamento.
Il nostro atteggiamento verso gli eventi, la capacità di accettare se stessi, gestire le emozioni e riflettere sui propri valori giocano un ruolo chiave nel costruire la felicità.
Rendersi conto che la nostra felicità dipende in gran parte da noi stessi ci fornisce uno strumento potente per migliorare il nostro benessere.
Cambiare il proprio mondo interiore e la propria percezione può essere la chiave per una vita più felice e appagante, anche in condizioni difficili e problematiche.

