Pensieri automatici: quali frutti maturano nel giardino della Sua mente?

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Dal capitolo precedente abbiamo appreso un punto fondamentale: i nostri pensieri sono i direttori invisibili delle nostre emozioni e delle nostre reazioni corporee.

Ora, partendo da queste basi, faremo la conoscenza del fenomeno con cui ci troveremo a lavorare ogni giorno nella pratica.

Per illustrare chiaramente come funziona il nostro pensiero nella TCC, utilizzeremo ancora una volta l’immagine dell’albero.

Immagini un melo rigoglioso. Esso simboleggia la Sua mente. Sui suoi rami pendono dei frutti: alcuni sono maturi e dolci, altri sono morsi o in decomposizione.

Questi frutti sui rami sono i Suoi pensieri.

In psicologia vengono definiti «automatici». Scattano nella mente all’istante, come un riflesso, senza richiedere alcuno sforzo da parte Sua.

Passano così velocemente e sono così numerosi che li percepiamo come un rumore di fondo, senza nemmeno accorgerci di come dettino il nostro umore.

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Non sono gli eventi in sé a renderci felici o infelici, ma le opinioni che abbiamo di essi.

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Facciamo un piccolo esperimento mentale.

Immagini: si trova in una comoda poltrona al cinema, le luci si spengono e Lei attende l’inizio del film.

All’improvviso, una donna nella fila davanti a Lei si alza bruscamente e schiaffeggia con forza l’uomo seduto accanto a lei.

La situazione è scioccante e tesa. Provi a osservare quale sarebbe il primo pensiero a passarLe per la testa e cosa proverebbe.

Poiché non conosciamo la Sua storia personale, è difficile prevedere la Sua reazione esatta.

Per questo motivo, diamo un’occhiata ai pensieri di due spettatori che, secondo il nostro scenario, siedono alla Sua destra e alla Sua sinistra.

A sinistra siede una donna che in passato ha vissuto un’esperienza dolorosa di violenza domestica. Ecco come questa scena risuonerebbe in Lei:

Pensiero automatico

Che orrore... Probabilmente a casa le farà un sacco di paura.

down
Emozioni

Tristezza, un senso di paura opprimente, disperazione.

down
Comportamento

Si rannicchia sulla poltrona, facendo fatica a trattenere le lacrime.

A destra, invece, c’è un giovane uomo che ha affrontato da poco un divorzio difficile e scandaloso:

Pensiero automatico

Ma guarda che maleducata! Non poteva aspettare di arrivare a casa, doveva per forza fare una scenata davanti a tutti?!

down
Emozioni

Rabbia, forte irritazione.

down
Comportamento

Stringe i pugni, sente un improvviso calore al volto.

L’evento è lo stesso — uno schiaffo al cinema. Ma le emozioni sono opposte, perché ogni spettatore osserva la scena attraverso le lenti uniche della propria esperienza di vita.

Sono proprio queste valutazioni istantanee, rapide come un colpo di pistola, che chiamiamo pensieri automatici.

Sorge una domanda naturale: perché, nella stessa identica situazione, produciamo reazioni automatiche così diverse?

E questo significa che, davanti a ogni evento spiacevole, siamo destinati a precipitare nel vortice del negativismo e della depressione?

Assolutamente no.

I pensieri automatici risuonano nella mente di ogni essere umano, ma non sempre si trasformano in un problema psicologico.

Il segreto è che questi pensieri fugaci non nascono dal nulla. Sono legati alle nostre convinzioni interne più profonde.

Proprio come i frutti non pendono nel vuoto, ma traggono nutrimento dai rami, dal tronco e dalle radici invisibili, le nostre reazioni automatiche si basano indissolubilmente sulle nostre credenze intermedie e profonde.

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