«È sempre colpa mia?» L’illusione dell’onnipotenza

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In qualsiasi situazione, indipendentemente dal risultato, la causa sono io.

Ho perso il treno perché mi sono messo troppo tempo a prepararmi. Le persone in metropolitana ridono — sicuramente stanno ridendo di me. Il mio partner è di cattivo umore — significa che ho fatto qualcosa di sbagliato.

Le capita mai?

Se la risposta è sì, allora si tratta di una convinzione di onnipotenza.

Ognuno di noi, in misura diversa, si è scontrato con la personalizzazione.

Si tratta di una subdola trappola psicologica che La porta a sentirsi al centro dell’universo e a prendersi la responsabilità di gran parte di ciò che accade intorno a Lei.

Lei è convinto che le persone intorno reagiscano esclusivamente a Lei, che le loro azioni, i loro pensieri e i loro sentimenti dipendano interamente dai Suoi comportamenti, anche se in realtà nulla di tutto ciò è sotto il Suo controllo.

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Ma Lei ne soffre, giudicandosi e provando un opprimente senso di colpa.

Per quanto paradossale, la convinzione di essere onnipotenti La limita, facendola precipitare nell’ansia e riducendone l’efficacia.

Come si manifesta la personalizzazione?

ok
«È tutta colpa mia»: Lei tende a credere che tutto ciò che accade nella vita sia il risultato delle Sue azioni. Indipendentemente dal fatto che sia qualcosa di positivo o negativo, Lei si assume l’intera responsabilità.
ok
«Tutto ruota intorno a me»: Lei è convinto che le persone intorno pensino costantemente a Lei, che parlino di Lei e che notino ogni Suo errore o difetto.
ok
«Sono in colpa»: Il senso di colpa diventa un compagno costante, a prescindere dalle reali cause degli eventi.

Per esempio:

ok
Immagini di entrare in un negozio e di ricevere una risposta brusca dal cassiere. Invece di pensare che il cassiere potrebbe aver avuto una brutta giornata o che sia semplicemente una persona maleducata, inizia a rimproverarsi: «Probabilmente ho detto o fatto qualcosa di sbagliato».
ok
A un incontro con gli amici viene invitata una persona che non Le piace. Lei pensa che lo abbiano fatto apposta per dimostrarLe che è di troppo e che non vogliono stare con Lei.
ok
«Se non risponde alla mia chiamata, significa che ce l’ha con me».
ok
Quei ragazzi ridono e si scambiano sguardi — sicuramente stanno parlando di me.

Con questo stile di pensiero, non importa chi sia realmente il responsabile: la colpa verrà comunque percepita come Sua. Secondo Lei, a cosa potrebbe portare tutto questo? Certamente a stress, apatia, ansia, problemi di autostima e persino alla depressione.

Perché la personalizzazione è pericolosa?

ok
Eccessiva autocritica: si può tendere ad autocriticarsi e a sentirsi in colpa per eventi che, in realtà, non dipendevano da sé.
ok
Stress e ansia: la sensazione costante che tutti i problemi siano colpa propria genera stress cronico e ansia.
ok
Problemi relazionali: chi è incline alla personalizzazione può interpretare erroneamente il comportamento degli altri, offendersi e rovinare i rapporti.
ok
Percezione distorta della realtà: come ogni convinzione irrazionale, la personalizzazione La trae in inganno, impedendo di valutare la situazione con lucidità e facendo perdere di vista i fatti e le circostanze oggettive.
ok
Bassa autostima: colpevolizzandosi costantemente per tutto, si finisce per minare la propria fiducia in se stessi.
ok
Posizione di vittima: alcune persone, inconsciamente, cercano di farsi del male punendosi per colpe immaginarie, arrivando persino a permettere che gli altri le trattino con disprezzo.
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Il senso di colpa genera inevitabilmente uno scenario di punizione, e ciò avviene senza che la Sua coscienza ne sia consapevole

Vadim Zeland

Questo tipo di convinzioni si forma fin dall’infanzia.

È noto che il pensiero dei bambini sia egocentrico; ciò significa che il bambino crede sinceramente di essere la causa di tutto ciò che accade intorno a sé.

Per esempio, per i bambini di tre o quattro anni è assolutamente normale pensare che il sole sorga perché si sono svegliati e tramonti perché è ora di andare a dormire.

Tuttavia, molti adulti, crescendo, continuano a mantenere tratti di questo pensiero egocentrico nella vita quotidiana.

La pressione familiare o sociale può spingere una persona a ritenersi responsabile del benessere degli altri. Si pensi, ad esempio, a un bambino costretto a prendersi cura dei propri genitori fin da molto piccolo.

I problemi di autostima possono essere sia una conseguenza che una causa di tali convinzioni.

Le persone con bassa autostima sono spesso inclini alla personalizzazione. Possono ritenere di non meritare un buon trattamento e, per questo, attribuiscono eventi negativi ai propri comportamenti o ai propri difetti.

Anche le esperienze traumatiche del passato possono favorire la personalizzazione. In età precoce, è molto probabile che il pensiero del bambino si distorca e si formi la convinzione che tutto ciò che accade dipenda da lui.

Per esempio, se un bambino sente spesso dire dai genitori frasi come «è sempre colpa tua» o «non fai mai nulla di giusto», potrebbe poi portare con sé questa «etichetta» per tutta la vita, attribuendo ogni evento negativo alla propria colpa.

In alcune culture, è comune assumersi la responsabilità di tutto ciò che accade intorno a sé. Questo può rendere le persone inclini alla personalizzazione, anche quando non sono responsabili di ciò che accade.

Qualunque sia la causa della formazione di queste convinzioni, possiamo cambiare il nostro modo di pensare in qualsiasi fase della vita, purché vi sia la motivazione.

Nel prossimo capitolo esamineremo, come di consueto, i principali consigli per lavorare sulla convinzione della propria onnipotenza.

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Non si può colpevolizzare se stessi per tutto, se non si crede di essere onnipotenti.

Mikhail Bulgakov