Tecnica: Diventi l’avvocato di se stesso

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La tecnica successiva aiuta a lavorare sull’autocritica, invitando a diventare il proprio avvocato. Potrebbe sembrare insolito, ma è sorprendentemente efficace.

Per attenuare l’influenza dei pensieri critici, è importante non solo notarli, ma anche saperli contrastare con decisione.

Immagini di trovarsi in un tribunale. Nel ruolo dell’accusatore ci sono i Suoi pensieri critici interiori, che da tempo Le attribuiscono etichette come: «fallito», «debole», «colpevole di tutto».

Ma ora Lei ha a disposizione il ruolo di difensore. Il Suo compito è contestare le accuse, dimostrando che sono infondate e distorte.

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Sia l’avvocato del Suo mondo interiore, non il giudice della Sua storia.

Elizabeth Gilbert

Si immagini come un avvocato competente. Non si limiterà a dire «sono una brava persona», ma presenterà fatti reali, argomenti logici e spiegazioni sensate.

Si tratta di lavorare sul dialogo interiore basandosi sulle prove, non sulle emozioni.

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Ecco un esempio di come questo possa tradursi in pratica:

Immagini di criticarsi spesso, di definirsi debole o fallito. Ora provi a interpretare il ruolo dell’avvocato, anche se all’inizio dovesse risultare difficile.
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L’obiettivo è difendersi in modo onesto, argomentato e rispettoso, come se stesse difendendo una persona a Lei molto cara.
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Lo psicologo propone un esercizio:
Bene, proviamo un gioco di ruolo. Io sarò l’accusatore e Lei il difensore.
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Tutto pronto? Cominciamo.
(Accusatore) Paolo è un debole e un fallito, non riesce mai a concludere nulla.
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(Avvocato) Non è vero. Paolo ha conseguito una laurea, ha ottenuto successi nella carriera ed è circondato da persone che lo apprezzano.
(Accusatore) Ma commette errori, non sempre ce la fa — quindi, in fondo, è un fallito.
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(Avvocato) Gli errori fanno parte della vita di chiunque. Non definiscono l’intera persona e non ne dimostrano l’incapacità.
(Accusatore) Va bene. Ma è debole.
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(Avvocato) Ha delle prove? Paolo lavora molto, prende decisioni e affronta le difficoltà. I suoi sforzi dimostrano il contrario.
(Accusatore) Avrebbe potuto impegnarsi di più.
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(Avvocato) Se fosse davvero poco laborioso, non sarebbe apprezzato sul lavoro e non verrebbe considerato per una promozione. L’affermazione è infondata.

Questa tecnica funziona perché per molti è più facile difendere gli altri che se stessi. In questo caso, invece, sta imparando a diventare un alleato di se stesso.

Nel ruolo di avvocato, Lei verifica i fatti, richiede prove e non permette a critiche infondate di essere prese come verità assolute.

Quando sorgono pensieri negativi su di sé, provi a porsi questa domanda: «Come difenderei una persona che voglio sostenere?»

Si approcci alla questione come un professionista: analizzi, verifichi la logica e cerchi i fatti.

Ecco alcune domande che possono aiutarLa:

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Qual è l’accusa? Di cosa mi stanno «accusando» i miei pensieri?
ok
Si tratta di prove reali o sono solo emozioni?
ok
Quali fatti giocano a mio favore?
ok
È possibile spiegare la situazione in modo diverso, più dolce e più giusto?
ok
Come agirebbe una persona ragionevole al mio posto?
ok
Ci sono circostanze esterne che hanno influenzato la situazione?
ok
Cosa posso dire in mia difesa? Quali qualità o traguardi posso citare come argomenti?