La tecnica successiva aiuta a lavorare sull’autocritica, invitando a diventare il proprio avvocato. Potrebbe sembrare insolito, ma è sorprendentemente efficace.
Per attenuare l’influenza dei pensieri critici, è importante non solo notarli, ma anche saperli contrastare con decisione.
Immagini di trovarsi in un tribunale. Nel ruolo dell’accusatore ci sono i Suoi pensieri critici interiori, che da tempo Le attribuiscono etichette come: «fallito», «debole», «colpevole di tutto».
Ma ora Lei ha a disposizione il ruolo di difensore. Il Suo compito è contestare le accuse, dimostrando che sono infondate e distorte.
Sia l’avvocato del Suo mondo interiore, non il giudice della Sua storia.
Elizabeth Gilbert
Si immagini come un avvocato competente. Non si limiterà a dire «sono una brava persona», ma presenterà fatti reali, argomenti logici e spiegazioni sensate.
Si tratta di lavorare sul dialogo interiore basandosi sulle prove, non sulle emozioni.
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Ecco un esempio di come questo possa tradursi in pratica:
Questa tecnica funziona perché per molti è più facile difendere gli altri che se stessi. In questo caso, invece, sta imparando a diventare un alleato di se stesso.
Nel ruolo di avvocato, Lei verifica i fatti, richiede prove e non permette a critiche infondate di essere prese come verità assolute.
Quando sorgono pensieri negativi su di sé, provi a porsi questa domanda: «Come difenderei una persona che voglio sostenere?»
Si approcci alla questione come un professionista: analizzi, verifichi la logica e cerchi i fatti.
Ecco alcune domande che possono aiutarLa:

